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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (settembre 2017).

I miei libri

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giovedì 13 marzo 2014

"La Ricetta della Notte Perfetta", di Irene Pampanin: intervista all'autrice.


Cari lettori,

l'autrice che vi presento oggi si chiama Irene Pampanin,
è una giornalista pubblicista laureata in "Arti e scienze dello spettacolo - Cinema"
 e nel 2010 ha esordito in libreria con "Rifugio Settimo Cielo",
pubblicato da 0111 Edizioni.
In questo post si parlerà del suo ultimo libro,
"La Ricetta della Notte Perfetta", pubblicato il 29 gennaio
dallo stesso editore.
Ma non sarò io presentarvelo 
perché ce ne parla la stessa autrice
attraverso un'intervista che ho realizzato per lei!
E allora... buona lettura!


________________________________________




Ciao Irene, è un piacere ospitarti nel mio blog. Vogliamo presentare “La Ricetta della Notte Perfetta”, edito da 0111 Edizioni. È la tua seconda pubblicazione, precisamente una raccolta di racconti. Da che cosa sono accomunati? Raccontaci un po’ del tuo libro.

Ciao Simona, grazie a te per la disponibilità. “La ricetta della Notte Perfetta” è una raccolta di trentadue racconti, sei dei quali illustrati dall’artista bellunese Dolo-Mitico. Le storie che racconto non sono legate tra di loro. Sono ognuna un mondo a parte, fatto di sensazioni e colori diversi. C’è la magia dell’angelo che scende dal campanile di Borca di Cadore, l’eterna sfida tra il cervo e il cacciatore, la nostalgia delle montagne in “Notte di carta”, il dramma di Gaia e Francesco che hanno chiuso le porte al mondo, la cronaca reale di una salita sul monte Pelmo. Ci sono gli incontri surreali con Dino Buzzati, i racconti ispirati ai quadri di Dalì e Magritte, le libellule che danzano sul lago delle Baste, le Dolomiti, i sogni e gli incubi che ci sconvolgono la vita, la musica. Sono tutti racconti brevi e intensi, accomunati (probabilmente) da un continuo gioco tra fantasia e realtà. Sta poi al lettore interagire, riempire e trasformare con il proprio immaginario quello che io non ho scritto. Mi piace l’idea che un racconto possa essere “interattivo” …

Hai pensato sin dal primo momento di scrivere una raccolta di racconti, oppure sono racconti che hai scritto in momenti diversi e che hai poi deciso di riunire in un’unica raccolta?

Non ho mai pensato di scrivere un libro. Ho iniziato a scrivere a 11 anni su di un diario segreto. Volevo descrivere le mie giornate, quelle “da ricordare”! Però, siccome non mi succedeva mai niente di così eclatante, inventavo tutto di sana pianta. Una volta iscritta all’università i miei pensieri buttati lì hanno assunto sempre più la forma di racconti. Avevo bisogno di dire qualcosa, a me stessa e poi agli altri. Così ho iniziato ad inventare storie e situazioni attraverso le quali avrei potuto esprimere quello che sentivo ma senza espormi direttamente. In poco tempo, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata con una trentina di racconti salvati nel computer. Per evitare di perderli ho deciso di raccoglierli insieme e, nel 2010, è uscito “Rifugio Settimo Cielo”. Ho continuato poi a scrivere, sempre allo stesso modo, quando avevo qualcosa da dire e mai per forza, sempre con estrema sincerità, senza condizionamenti, con il bisogno di crearmi dei momenti d’evasione. Ed è nata “La ricetta della Notte Perfetta” …

A che cosa devi la tua preferenza per il genere fantasy? 

Quando si parla di fantasy si pensa automaticamente a storie di miti, elfi, principesse, hobbit, regni incantati e quant’altro. Io non scrivo di questo. Scrivo di sentimenti ed emozioni capaci di far diventare reali i sogni (ma anche gli incubi). La fantasia è un mezzo che può portare ovunque e ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di sorprenderci, di lasciarci emozionare, di giocare come bambini e credere, anche solo per il tempo di un racconto, che alcune cose possano davvero accadere. Uso la fantasia per sorprendere il lettore. Mi piace parlare di cose normalissime, magari di fatti reali, per poi fare accadere qualcosa che non ci si aspetterebbe mai e “costringere” il lettore a pensare, a vedere quella stessa situazione da un altro punto di vista. 

Ti sei ispirata a qualche personaggio/autore/libro in particolare per scrivere “La Ricetta della Notte Perfetta”?

No, nessuno e se l’ho fatto, non me ne sono resa conto. Ho una grande passione per Dino Buzzati ma avevo già scritto una trentina di racconti del primo libro quando ho iniziato a conoscerlo e dunque a leggerlo seriamente. Non so se mi abbia influenzato nella stesura de “La ricetta della Notte Perfetta”, bisognerebbe chiederlo a qualche esperto. Di certo c’è che lui è il protagonista di due racconti e che ci sono dei temi cari ad entrambi: lo scorrere del tempo, il sogno, l’attesa, le Dolomiti …

Come hai conosciuto la 0111 Edizioni? La consiglieresti a chi desidera pubblicare un libro?

Irene Pampanin
L’ho conosciuta navigando in internet e la consiglierei senza dubbio a un autore esordiente o emergente (non viene chiesto nessun contributo agli autori ma l’opera deve, giustamente, superare una “selezione” ed essere ritenuta valida). Tra l’altro è una Casa Editrice che è cresciuta molto rispetto a quando l’ho contatta la prima volta, segno che dietro ci sono persone che ci credono costantemente, seriamente e che lavorano per avere dei prodotti di qualità. 

La tua prima esperienza di pubblicazione invece com’è stata? 

“Rifugio Settimo Cielo” mi ha aperto un mondo. Ho scoperto che alla gente piace quello che scrivo. Qualcuno mi ha detto: “L’ho letto tutto d’un fiato, mi sembrava d’essere in un sogno”. Qualcun altro ha detto: “Mi sono commossa tantissimo!”. Ho fatto emozionare con le mie parole e non potevo avere soddisfazione più grande. Alcuni racconti li ho letti “in alta quota”, nei rifugi dolomitici, accompagnata alla tastiera da Luca Carniello e anche lì, sorpresa … L’atmosfera che si è creata è piaciuta così tanto al pubblico che ci hanno chiesto più volte di ripetere l’evento. La cosa più difficile è stata (ed è) convivere con l’imbarazzo di sapere che qualcuno leggerà quello che tu hai scritto solo per te stessa e che, in qualche modo, sfoglierà una parte di te. 

Il libro è disponibile anche in versione digitale. Che rapporto hai con gli e-book?

Lo confesso, non ne ho mai letto uno. Sarò antiquata ma adoro l’odore dei libri, sfogliarne le pagine, vederli appoggiati sullo scaffale. Mi piace scrivere il mio nome sull’ultima pagina quando ho finito di leggerli, sentirli “miei” perché in qualche modo li ho vissuti. Adoro le copertine, i colori, averli sempre sotto gli occhi. Mi fanno compagnia anche se stanno zitti e chiusi. So che mi basta aprirli per trovarci un mondo. Non sono contro gli e-book naturalmente. Solo che preferisco ancora il buon vecchio libro che a stento entra nella borsetta ;)

Hai intenzione di promuovere il libro organizzando presentazioni letterarie? È un’esperienza che hai già vissuto? Se sì, ci racconti un po’ com’è stato?

Sì. Il primo libro l’ho presentato in molti luoghi della provincia di Belluno, da Selva di Cadore all’Alpago, da Borca di Cadore a Belluno, da Fonzaso a Zoppé, fino ai rifugi in quota. Sono sempre state delle belle esperienze, anche quando il pubblico non era molto. Si torna sempre indietro arricchiti di qualcosa di nuovo.“La Ricetta della Notte Perfetta” l’ho presentato il 22 febbraio alla libreria Mondolibri di Belluno. Il prossimo appuntamento sarà il 26 marzo, alle 20.30, a Portobello (Ponte Nelle Alpi). Con me ci saranno l’illustratore Dolo-Mitico e il giornalista Renato De Carlo, autore dell’introduzione al libro. Ah! Non è vero che ci si abitua: ogni volta è come fosse la prima! 

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo e alla prossima!

Grazie ancora Simona! 




Link utili









Simona




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Se anche tu vuoi rispondere a un'intervista,
scrivimi: alamuna@gmail.com


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