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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (settembre 2017).

I miei libri

I miei libri

lunedì 28 novembre 2011

Come inviare il proprio manoscritto alle case editrici.


Oggi ho deciso di scrivere un post che può rivelarsi utile a coloro che si accingono a inviare il proprio manoscritto alle case editrici, cercandone una disposta alla pubblicazione.

Quando ho inviato il mio primo manoscritto, ormai nel lontano 2011, anch'io ero inesperta e non sapevo come muovermi, ero digiuna sul mondo dell'editoria, non sapevo niente della distinzione fra case editrici free e case editrici a pagamento, brancolavo letteralmente nel buio. Se sono riuscita a fare qualcosa di costruttivo è stato proprio perché mi sono informata in giro nel web, ho letto forum, blog, articoli e anche le esperienze altrui, che restano sempre un buon repertorio da cui partire e imparare. Ho raccolto le informazioni un po' qui e un po' lì, mettendo man mano insieme tutti i frammenti per vederci più chiaro, tutte le tessere per ricomporre l'intricato mosaico editoriale.

Mi sarebbe stato utile, all'epoca, imbattermi in un post come quello che sto scrivendo io oggi, che riassume un po' tutto quello che riguarda l'atto dell'invio di un manoscritto.
Quindi pubblico volentieri la mia esperienza personale, in modo che qualcun altro possa trovarvi utilità e trarne, spero, vantaggiosi suggerimenti.


Come muoversi, dunque, quando ci si affaccia per la prima volta sul mondo dell'editoria? 

Ci si sente completamente persi, non si sa dove andare a parare, da dove incominciare, se mettere le mani sulla tastiera del computer o tra i capelli. Insomma, ci si sente completamente smarriti.

Hai, dunque, scritto un libro. Lo hai finalmente terminato, lo hai rivisto, lo hai riletto, hai corretto eventuali errori, lo hai lasciato "riposare" (è opinione diffusa quella di lasciar riposare il proprio lavoro per un po' di tempo, anche un mese, per staccare un po' e riprenderlo più in là, a mente fresca. In questo modo si dovrebbe guardare al romanzo in maniera più lucida, col famoso senno di poi. Ma io dico che se sei proprio impaziente di inviarlo, chissenefrega di lasciarlo riposare, se sei abbastanza convinto che vada già bene così, invialo!), lo hai fatto leggere a qualcuno per avere delle opinioni esterne, gli hai dato una forma abbastanza accettabile (impaginazione, divisione per capitoli e via dicendo) e ora sei pronto per il grande passo.


Diritti d'autore

Innanzitutto, chiediti circa i diritti d'autore. Vuoi proteggere il tuo lavoro da eventuali "ladri virtuali"? In che modo puoi farlo?
Per l'invio del primo manoscritto, io ho optato per la SIAE, pagando il contributo di deposito pari a 130 Euro (sul sito della SIAE è tutto molto chiaro, ti basterà quindi andare su questa pagina). 
Ci sono altri modi alternativi di farlo (tipo autoinviarsi tramite posta la propria opera. Poi ovviamente lasciala sigillata nella busta - non è che appena ricevi il pacco a casa ti lanci ad aprirlo con tanto di bocca e occhi spalancati! Te lo sei autoinviato, sai benissimo cosa ci hai messo dentro! :P Sarà eventualmente il giudice - nel caso dovessi  ritrovarti in un'aula di tribunale - ad aprire il pacco) ma sono metodi controversi e discussi di cui non tutti sembrano fidarsi. Quello più sicuro pare restare sempre il deposito presso SIAE, ma c'è chi infatti preferisce proprio saltare il gradino della protezione dei diritti perché in effetti il rischio di furto è relativamente basso.

Ok. Protetto il lavoro o saltato lo step? Qualsiasi cosa tu abbia deciso di fare, adesso sei praticamente pronto per inviare l'opera alle case editrici! 

Ma... come fare? Sembra facile a dirsi!
Quali case editrici? A quante? Come farlo? Per mezzo di un'e-mail o per posta? E che cosa inviare? Il romanzo per intero, solo i primi capitoli, una sinossi?

Ricerca sul web

Innanzitutto, devi fare una ricerca sul web e cercare le case editrici che pubblicano il tuo genere. Se hai scritto un giallo è inutile inviarlo a case editrici che pubblicano solo - per dire - narrativa sentimentale o favole per bambini. Quindi assicurati di aver fatto bene questa ricerca. I siti delle case editrici sono chiari e molte chiedono esplicitamente di dare un'occhiata ai loro cataloghi per farti un'idea di quello che pubblicano ed evitare così di inviare un lavoro che non potranno prendere in considerazione perché incompatibile con la loro linea editoriale. Non perdere tempo e non far perdere tempo!
Basta una ricerca semplicissima su Google che ti fornisce liste lunghissime di tutte le case editrici presenti sul territorio nazionale e, munito di pazienza, visitare un sito alla volta! 

Insomma, dopo aver "studiato" i siti delle case editrici e aver preso magari degli appunti, apri la tua casella di posta elettronica e inizia a inviare il materiale che ti richiedono tramite e-mail. Oramai quasi tutte le case editrici accettano l'invio elettronico, ma resta un numero - seppur limitato - di case editrici che richiedono il tradizionale invio cartaceo. Considera che io l'ho inviato in formato cartaceo solo a due case editrici a numero, il resto è avvenuto tramite e-mail! Le case editrici indicano la modalità di invio esplicitamente sui loro siti.

Che cosa inviare e che cosa allegare all'e-mail?

Ogni casa editrice, di solito, elenca chiaramente quello che gradisce ricevere insieme al manoscritto inedito. C'è chi chiede un curriculum letterario (un vero e proprio "curriculum" dove spieghi chi sei e le esperienze letterarie che hai avuto - partecipazione a concorsi letterari, pubblicazioni precedenti, ecc.). Io ho abilmente ignorato le case editrici che lo richiedevano perché l'idea di compilare un curriculum letterario mi mandava in tilt. Cosa ci avrei potuto scrivere? All'epoca non avevo mai pubblicato prima né avevo mai partecipato o vinto un concorso! Fortunatamente ho trovato poche case editrici che lo chiedevano.
C'è chi invece ti chiede una biografia raccontata, che è di gran lunga più accessibile. Non dev'essere lunga, cita solo lo stretto necessario. 
Raramente, c'è chi chiede una scheda tecnica dell'opera (può anche darsi che ti spieghino loro stessi cosa inserire nella scheda): personaggi, ambientazione, lunghezza, pagine, capitoli, ecc.

È quasi sempre richiesta, invece, una sinossi (salvo diversa indicazione). Se nel sito non c'è alcun riferimento a quello che devi inviare, io ti consiglio di inserirci una sinossi di tua iniziativa.
Vale la pena spenderci qualche parolina, data la sua importanza.
La sinossi è un breve riassunto del libro. Attenzione: non è la descrizione che finirà in quarta di copertina.
Per capire meglio la differenza fra le due cose, pensiamo al loro destinatario
La quarta di copertina è destinata al pubblico e, per questo motivo, deve incuriosire il lettore e spingerlo a comprare il tuo libro. Per incuriosire il lettore ovviamente non si deve svelare troppo, ma ci si deve limitare a fornire un'idea sul tema del libro, su ciò di cui parla, ma lasciando che sia l'immaginazione del lettore a lavorare.
Il destinatario della sinossi è invece l'editore, ossia colui che dovrebbe pubblicarti. Lo scopo della sinossi non è quello di incuriosire l'editore. Al contrario lui ha bisogno di conoscere ogni dettaglio della storia, inclusa la fine, perché ha il diritto di farsi un'idea se valga o meno la pena di investire del tempo sul tuo lavoro e leggere il romanzo per intero. In una quarta di copertina non ti sogneresti mai di svelare il finale del libro. Nella sinossi che invierai all'editore, invece, sei praticamente costretto a farlo! 
La sinossi non deve essere lunghissima. Cerca di raccontare l'intera trama del libro in massimo un paio di pagine (di più no, di meno sì). Ogni casa editrice riceve un sacco di manoscritti al giorno/al mese e non hanno tutto questo tempo da dedicarti! Partendo da questo presupposto, cerca di concentrarti sulla sinossi, di renderla "attraente" evidenziando, per esempio, qualche aspetto che trovi particolarmente interessante, l'elemento esotico del tuo libro, l'elemento originale che potrebbe distinguerlo da tanti altri, e mantieniti sempre entro i limiti delle due paginette (se ci riesci in una ancora meglio). Alla fine della sinossi - laddove la casa editrice non avesse chiesto una scheda tecnica separata - ti consiglio di aggiungere, come ho fatto io, qualche informazione circa la lunghezza del romanzo (calcolata con il numero di battute, sia con spazi inclusi sia con spazi esclusi), lo stile (per esempio io ho puntualizzato che "Jeans e cioccolato" è scritto con un linguaggio ironico, dato che da una sinossi questo non si può capire!), il numero provvisorio o definitivo di capitoli, il genere di appartenenza, e altre info che ritieni utili.

Ci possono essere case editrici che chiedono solo le prime dieci pagine o i primi capitoli + la sinossi e che ti chiedono il romanzo in forma integrale solo se fossero stati incuriositi da questo primo invio. 

Per quanto riguarda il formato, non devi preoccupartene. Non so perché, ma io avevo decisamente la fissazione del formato. Credevo di dover inviare il romanzo già nel formato di un libro e, invece, puoi tranquillamente inviarlo nel tradizionale formato A4, tanto sarà la casa editrice, eventualmente, a occuparsi dell'impaginazione e di tutto ciò che ne concerne. Al massimo, scrivere in A5 può servire a te stesso durante la stesura del romanzo, per capire di quante pagine risulterà il lavoro finale.

Che cosa scrivere nel corpo dell'e-mail? 


Ovviamente va scritto qualcosa, non invieremo certo solamente gli allegati! 
Nel corpo dell'e-mail potresti scriverci una breve (e, ripeto, breve!) presentazione, che di solito ha lo scopo di "presentarti", appunto, e di catturare l'attenzione e la curiosità dell'editore. 
Nome, cognome, scrivi brevemente che cosa fai nella vita e spiega che cosa stai allegando all'e-mail. Nel menzionare il tuo libro, spiega brevemente di che cosa si tratta (per esempio in che genere rientra, e se ritieni che il tuo libro abbia un elemento particolare che lo rende interessante prova a menzionarlo).
Non scrivere una presentazione chilometrica, altrimenti rischia di essere cestinata direttamente! Lo stesso vale nel caso in cui ti venisse la brillante idea di "elemosinare" la pubblicazione con frasi del tipo "pubblicare è il mio sogno da sempre, vi prego di prendermi in considerazione". Non scrivere neanche cose del tipo "Ho scritto un bellissimo romanzo, molti lo trovano eccellente, bla bla bla". All'editore non gliene po' fregar de meno se altri lo hanno trovato eccellente: è lui che deve valutarlo.

A quante case editrici inviarlo?

Non lo so. Cioè, io sarei portata a dire "invialo a manetta, chissenefrega".
Mi ricordo di una casa editrice che aveva scritto sul sito qualcosa del tipo "non si accettano opere inviate in valutazione a molte case editrici". Ora, non so come facciano, in caso, ad accorgersi che abbiamo inviato il libro a molte case editrici, ma tant'è.
Scegli tu, quindi, con quante case editrici "provarci" (farfallone! :P)

E ora?

Hai inviato il romanzo a tutte le case editrici che hai selezionato. E ora non ti resta che ASPETTARE. Anzi no, non devi aspettare, devi proprio dimenticarti di aver scritto un libro e di averlo inviato alle case editrici. Fai qualsiasi altra cosa, vai al lavoro, studia, prepara un esame, nutri il tuo cane, impara a cucinare, vai a correre, curati l'alopecia, alleva i tuoi figli, scrivi un altro libro, fai ciò che vuoi, ma dimenticati di aver inviato il romanzo! È un consiglio spassionato e lo dico per una semplice ragione: una proposta seria ci mette un po' ad arrivare. E tu vuoi una proposta seria, no?

Informati bene prima di agire.
Riflessioni sull'editoria a pagamento e non. 

Se la tua intenzione è quella di pagare per pubblicare, sappi che, dall'invio del tuo romanzo, non passeranno neanche due settimane che riceverai già le prime proposte di pubblicazione a pagamento: così il tuo sogno non ci mette proprio niente a essere realizzato, nel giro di un paio di settimane potresti essere già sul mercato, basta sganciare i soldi e il gioco è fatto! [Si parla di contributi pari a qualche migliaio di Euro, in molti casi].
Ma non illuderti che dopo così poco tempo possa arrivarti una buona proposta. Ok, non sempre è così, pagare non vuol dire necessariamente ricevere un cattivo trattamento, ci sono case editrici che chiedono un contributo ma poi, comunque, ti sostengono e curano il tuo lavoro. Qui tutto sta nel chiedersi: trovo giusto che un editore mi chieda dei soldi per pubblicare? Io non lo trovo giusto. Ma se tu lo trovi giusto, fai pure. Però fai bene attenzione, fai ricerche approfondite in Internet, leggi recensioni, opinioni, esperienze degli altri autori con le case editrici che hai puntato. Il web è pieno di forum, blog, interventi, commenti che possono aiutarti a capire con chi hai a che fare.
Purtroppo esistono moltissime case editrici "fasulle" che, solo per il fatto di darti in cambio un codice ISBN e qualche copia stampata (spesso con pessima qualità) del tuo libro, si considerano "case editrici". Una volta intascati i tuoi soldi, poi, si dimenticano di te, non ti supportano in nulla. Sono quelle "case editrici" che fanno leva sull'enorme, smisurata voglia di pubblicare tipica di uno scrittore alle prime armi che, dotato di un'esagerata dose di impazienza, non vede l'ora di vedere il suo nome su una copertina e di gridare al mondo che ha pubblicato un libro (ci siamo passati tutti).
Occhio, quindi, alle fregature. Attenzione a non cedere alle prime lusinghe solo per l'impazienza di pubblicare. È un gran peccato, a mio avviso, dare il proprio manoscritto in mano a un finto editore che vuole solo intascarsi i soldi. Hai sudato su quelle carte, ci hai messo tutto il tuo amore e la tua passione, a ogni rigo sentivi di star scrivendo qualcosa di meraviglioso per il semplice fatto che in quelle righe c'è la tua anima: non rovinare tutto per l'impazienza di pubblicare.
Ricordati che una casa editrice riceve un numero elevatissimo di manoscritti al mese e, prima del tuo romanzo, ne saranno arrivati tanti altri - si suppone. Quindi, a meno che la casa editrice non abbia un organico di centinaia di persone divoratrici di libri, se ti hanno risposto in meno di una settimana, nella stragrande maggioranza dei casi non hanno aperto il tuo romanzo, non l'hanno neppure guardato con il binocolo! Solitamente le "proposte serie" arrivano dopo MESI. E non uno, non due mesi, ma molti di più: in generale, diciamo dai 4 ai 9 mesi.
Ecco il motivo per cui ti consiglio di dimenticarti di aver inviato il romanzo. Una casa editrice che non chiede il contributo, che investe sulle opere di tasca propria, che vuole fare sul serio, che ha intenzione di supportare il tuo lavoro, che ha intenzione di crescere nel mondo dell'editoria e che per questo ha bisogno di pubblicare lavori in cui crede, ha bisogno di tempo per valutare il manoscritto, quindi di solito una proposta così non può arrivare in poche settimane! Tu butteresti i tuoi soldi e il tuo lavoro col primo che capita, senza valutare bene la cosa? Questo richiede più tempo.

Pillole di saggezza. :P

Io penso una cosa: scrivere, come qualsiasi altra forma d'arte, richiede miglioramento. Nasciamo con quel "seme speciale" che ci permette, se vogliamo e se ci impegniamo, di veder crescere una pianta bellissima dentro di noi. Tutti siamo stati piccoli e poi siamo diventati grandi. Grandi non si nasce. Penso che la stessa cosa, più o meno, accada nella scrittura.
Ricevere responsi negativi in ambito editoriale è sempre una brutta esperienza. Ci fanno ricredere sulle nostre capacità, ci fanno mettere in discussione la passione che ci tiene vivi.
Niente di più sbagliato.
Se molti non credono in voi, può voler dire due cose, fondamentalmente: forse non avete ancora trovato quell'"uno" che invece ci creda, oppure probabilmente la "pianta" non è ancora cresciuta. E allora bisogna innaffiare di più quel seme, bisogna farlo crescere, farlo diventare quella bella pianta che non può passare inosservata.
Le critiche e i rifiuti hanno in sé il potere di farci provare un sentimento non esattamente positivo ma hanno anche un altro straordinario potere: quello di stimolarci a crescere.

Se dovessi ricevere un esito negativo, non abbatterti: le case editrici restano lì, dopotutto, sempre pronte a valutare la tua prossima prova letteraria. Nel tempo, scrivendo, si migliora tantissimo. La prima opera potrebbe essere ancora vicina al seme, la seconda opera potrebbe vedere sbocciare qualche fogliolina, la terza potrebbe rivelarsi una bella pianta... In ogni cosa della vita, dopotutto, c'è bisogno di tempo e di esperienza. E di pazienza.


E ora, nell'augurare a voi e a me tanta buona fortuna, vi saluto sperando che il post sia stato d'aiuto a qualcuno! :)








Simona Giorgino



Per qualsiasi cosa, non esitare a contattarmi 
scrivendo a alamuna@gmail.com.







[Post aggiornato al 12/08/2015]


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